dalla Valle Stura alla Valsusa

Da quando ho concluso il viaggio dal Monte Bianco al mare, terminato con difficoltà e avendo dovuto rinunciare al tratto della Via del Sale, ho pensato a un itinerario di ritorno verso le alpi settentrionali da dove eravamo partiti.

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Ad inizio ottobre tutto è pronto per questo viaggio in solitario in cui la preparazione e la prudenza saranno molto importanti: se ci sono imprevisti devo cavarmela da solo. 

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L’itinerario di 305 km, di cui 110 km di strade sterrate ed ex militari, parte da Borgo San Dalmazzo a sud di Cuneo e attraversando le valli Stura, Maira, Varaita, Po, Pellice e Chisone arriva a Sauze d’Oulx in Val di Susa.

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Per fortuna le previsioni meteo sono ottime e così il 13 ottobre parto per questa nuova avventura.

# Day 1

Parto all’alba dalla Valsesia dove abito e decido di raggiungere Cuneo, percorrendo esclusivamente strade statali e provinciali. Preferisco viaggiare piano per godermi il paesaggio e nella tarda mattinata arrivo a Demonte dove imbocco la piccola strada asfaltata che salendo fino a 2400 metri porta all’altipiano della Gardetta.

Il panorama durante la salita regala scorci fantastici e terminati i 22 km di asfalto inizia il tratto sterrato che attraversa l’altipiano. Passati i ruderi di alcune vecchie fortificazioni imbocco sulla destra un tratto impegnativo per salire al Laghetto della Meja da cui mi godo, mangiandomi un panino, la vista sui contrafforti rocciosi della Rocca della Meja che con i suoi 2831 metri svetta sull’altipiano.

Nel pomeriggio proseguo attraversando l’altipiano e poco dopo il bivio (con sbarra) che sale al Rifugio Gardetta  decido di montare il campo per la notte e godermi il tramonto sulle vette in tutta tranquillità. Da quando ho imboccato la strada a Demonte ho incontrato si e no quattro altre automobili e prima dell’imbrunire una aquila è passata a salutarmi quasi a darmi il benvenuto nel suo regno.

# Day 2

E’ stata una fantastica nottata sotto le stelle; all’alba mi sveglio e dopo aver fatto colazione e smontato il campo, inizio la discesa verso il Colle del Preit (2083 m) e il suo vallone.

I colori dei larici in autunno rendono il paesaggio spettacolare e, arrivato a fondovalle, seguo per alcuni chilometri una lunga fila di mucche in transumanza.

Attraversato il villaggio di Canosio, raggiungo Ponte Marmora dove svolto a sinistra per la strettissima strada a strapiombo che, con numerose gallerie, sale al piccolo villaggio di Elva.  Da qui in poi la valle si apre e in breve raggiungo il Colle Sampeyre (2284 m) da cui mi godo il panorama con le quinte di montagne fino alla pianura.

Dal colle parte la famosa Strada dei Cannoni che, percorrendo a mezza costa la montagna, scende fino a Valmala. 

Da qui proseguo in direzione nord e, attraversata la SP 8 della Val Varaita, mi dirigo verso la borgata Billiardi da cui parte la pista sterrata che salendo nel bosco raggiunge il Colle Gilba (1526 m). 

Sono ormai le due del  pomeriggio e così mi fermo a fare uno spuntino. Dal colle la pista sterrata termina poco prima di raggiungere Sanfront all’imbocco della Valle Po. Da qui percorro piccole strade provinciali per 43 km dirigendomi verso Bibiana dove svolto a sinistra in direzione di Rorà da cui parte un’altro sterrato che, attraversando le montagne, ridiscende a Torre Pellice. Torno all’asfalto ancora una volta e percorro gli ultimi 19 km che salgono al Colle Vaccera (1469 m). 

Avrei voluto fermarmi per la notte al colle ma quando arrivo scopro che si sta svolgendo una campagna di cattura e inanellamento di uccelli migratori e quindi scendo la pista sterrata in direzione di Crosasso dove, in una bella radura monto il campo per la notte. Da questa mattina ho percorso 128 km.

# Day 3

Anche questa notte è passata tranquillamente: avevo qualche timore perché la radura dove mi sono fermato era profondamente solcata dal passaggio dei cinghiali. All’alba riparto per questo ultimo giorno e inizio la discesa in direzione di Cortili per poi salire e raggiungere lo splendido Colle Laz Arà (1595 m). 

Varrebbe la pena fermarsi qui per la notte.

Dal colle in lontananza vedo del fumo salire, saranno i primi focolai della serie di incendi che devasteranno queste valli nelle settimane a venire. Dal colle mi dirigo verso Perosa Argentina e risalgo la valle Chisone fino a Chambons Depot dove svolto a destra per risalire in direzione di Pra Catinat.

Dopo circa un chilometro la strada diventa sterrata attraversando splendidi boschi e passato il Forte di Serre Marie prosegue a mezza costa fino ad incrociare la strada che scende dal Colle delle Finestre e quindi arrivare al bivio per la famosa Strada dell’Assietta, una delle mie preferite.

Finalmente, dopo due tentativi, trovo la pista completamente transitabile e mi godo questo tracciato panoramico che sale fino alla Testa dell’Assietta con il suo monumento ai caduti posto a 2545 metri. Da qui il panorama spazia sulla Val Chisone, la Valsusa e le creste delle alpi francesi.

Tutto il tracciato è spettacolare e vorrei non finisse mai. Raggiunto il Colle Basset (2423 m) a sinistra si scende a Sestriere mentre a destra la pista raggiunge Sportinia e Sauze d’Oulx dove termina questa fantastica tre giorni di avventura.

Vi piacerebbe avere maggiori informazioni  

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