dal Monte Bianco al mare

Per mesi ho lavorato a questo progetto che prevedeva di partire da Aosta facendo il giro del Monte Bianco per poi dirigersi a sud percorrendo a tratti la Grand Route des Alps e le più belle piste sterrate ed ex militari fino a raggiungere il mare di Taggia in Liguria, attraversando i colli più alti delle alpi occidentali fino a 2993 m. 

per un totale di 1100 km di cui 320 off road.

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Compagni di avventura l’amico Claudio, in sella alla sua BMW GS, in auto con me l’amico d’infanzia Egidio, professionista video di Ardaco Productions, e, per alcuni giorni, Silvano con la sua Vitara.

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Tutto era pronto e il 10 giugno siamo partiti dall’arco di Augusto di Aosta e le sorprese non sono mancate: infatti, la neve ancora presente in alcuni tratti e alcune frane ci hanno costretto a deviazioni e a rinunciare ad alcuni obiettivi.

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Ma questo fa parte dell’avventura.

# Day 1

Partiti dall’arco Augusto di Aosta percorrendo la statale, siamo saliti al Colle del Gran San Bernardo (2481 m) per poi proseguire in direzione Martigny.

Arrivati ad Orsieres abbiamo deviato per Champex-Lac e la piccola Val Darpette dove abbiamo fatto una veloce sosta per il pranzo sulle rive del lago.

Raggiunta Martigny abbiamo svoltato verso il Monte Bianco e Chamonix, godendoci lungo la strada gli spettacolari scorci sul massiccio e gli imponenti ghiacciai che lo circondano. Non è stato facile a Chamonix trovare un punto panoramico da dove fotografare l’intero massiccio, per fortuna andando per piccole stradine siamo riusciti nell’intento.

Lasciata alle nostre spalle la caotica Chamonix abbiano proseguito sulla strada nazionale oltrepassando Megeve e arrivati a Flumex  abbiamo imboccato la Grand Route des Alps, molto più panoramica, fino a raggiungere nel tardo pomeriggio la stazione sciistica di Les Saisies. Qui un facile sterrato lungo le piste  ci ha portati al Camping d’Alpage des Jorets un luogo con un panorama fantastico dove abbiamo montato il campo e passato la notte.

# Day 2

Al sorgere del sole abbiamo fatto colazione e salutato Bruno, il proprietario del campeggio, ringraziandolo dell’ospitalità. 

Tornati sulla GRA ci siamo diretti verso Hauteluce e Beaufort, famosa per i formaggi e gli spettacolari pascoli, proseguendo fino al Lac de Roselend fino a scendere a Bourg Saint Maurice.

Da qui è iniziata la salita verso il Colle dell’Iseran (2770 m), fortunatamente aperto al transito proprio il giorno prima. Abbiamo quindi proseguito sempre sulla GRA fino al bivio per il Colle del Moncenisio (2083 m) per poi rientrare in Italia dove, raggiunto il Lago del Moncenisio, percorrendo uno sterrato, abbiamo trovato l’amico Silvano puntuale ad aspettarci per trascorrere qualche giorno insieme.

Scendendo verso Susa il tempo è peggiorato e raggiunto l’imbocco della strada per il Colle delle Finestre (2178 m) sono iniziati i primi problemi. Un cartello segnalava la chiusura della strada. Non convinti abbiamo deciso di proseguire ugualmente perché si trattava di un passaggio cruciale per completare la tappa giornaliera.

Lungo la salita abbiamo incrociato alcune auto e abbiamo chiesto notizie sull’effettiva chiusura: per fortuna ci hanno rincuorati sulla transitabilità fino al colle che abbiamo raggiunto immersi in una fitta nebbia.

Dal Colle delle Finestre siamo scesi lungo la strada che porta al bivio per la famosa strada ex militare dell’Assietta e abbiamo trovato un’altra brutta sorpresa: infatti non era possibile percorrerla perché ancora ingombra di neve.

Non avendo scelta siamo quindi scesi in Val Chisone e abbiamo proseguito fino a Sestriere per imboccare la strada dell’Assietta da ovest, in modo da poter scendere il giorno successivo a Sauze d’Oulx lungo l’itinerario prestabilito.

Fortunatamente la salita lungo l’Assietta da Setriere  non ha presentato problemi e raggiunto il monte Genevris a 2500 metri abbiamo deciso di accamparci ormai al tramonto ricompensati da una vista spettacolare.

# Day 3

Anche oggi sveglia al sorgere del sole e dopo esserci scaldati un po’ e aver fatto colazione siamo ripartiti sempre lungo la strada dell’Assietta con l’intenzione di raggiungere il colle omonimo. Arrivati nei pressi del Colle Lauson abbiamo invece incontrato una ruspa intenta a liberare la strada da oltre un metro di neve obbligandoci a rivedere i nostri piani.

Circondati da distese di fiori primaverili e indisturbate marmotte, abbiamo fatto quattro parole con l’uomo alla guida della ruspa raccontandogli del nostro viaggio e chiedendo informazioni sulla transitabilità dello sterrato che scende a Sauze d’Oulx. Purtroppo ci informa che alcuni giorni prima un’altra ruspa si è ribaltata in un tratto ripido e non è possibile passare.

Un po’ delusi giriamo le macchine per tornare in direzione di Sestriere.

Raggiunto il bivio sulle piste da sci nei pressi del Colle Basset da cui saremmo dovuti scendere verso Oulx, facciamo il punto della situazione e decidiamo di raggiungerlo passando dal Colle del Sestriere e da Cesana Torinese.

Nel primo pomeriggio, superata Bardonecchia, imbocchiamo il lungo sterrato che porta al Rifugio Scarfiotti per poi proseguire fino al Colle del Sommeiller (2993 m).

Salendo il panorama è fantastico e ci fermiamo per una sosta sulle rive del Lago di Rochemolles per poi proseguire fino alla piana dove sorge il Rifugio Scarfiotti (2165 m) e dove montiamo preventivamente il campo per la notte.

Ci piacerebbe godere lo spettacolo del tramonto dalla quota del colle, ma percorso poco meno di un chilometro della pista, gli accumuli delle valanghe sulla strada ci fanno desistere.

Non importa, sarà per la prossima volta. Il luogo dove ci troviamo è da favola con le cascate, il torrente che serpeggia nel fondovalle, i prati fioriti e colonie di marmotte. Dopo esserci lavati nelle fredde acque del torrente ci consoliamo con un’ottima cena a base di risotto e spiedini preparati dal grande Silvano.

# Day 4

Dopo una notte tranquilla ci siamo svegliati tra i fischi delle marmotte e smontato il campo siamo tornati a Bardonecchia. Da qui ci siamo diretti verso la Francia passando il Colle della Scala (1762 m) e quindi imboccando la bellissima valle della Clarée costeggiando l’impetuoso torrente, un paradiso per i canoisti fino a raggiungere Briançon.

Qui, tra le viuzze del borgo medievale abbiamo pranzato e subito dopo, riprendendo la Grand Route des Alps, ci siamo diretti al Colle dell’Izoard (2360 m). L’area sul suo versante meridionale, chiamata Casse Déserte, è famosa per il suo aspetto estremamente roccioso e per la presenza di gipeti che abbiamo avuto la fortuna di avvistare mentre volteggiavano sopra di noi.

Passato il colle siamo scesi in direzione di Guillestre per poi dirigerci verso la stazione sciistica di Risoul. Da qui abbiamo imboccato una delle piste sterrate a servizio degli impianti fino al Col de Valbelle (2384 m) per scendere, attraversando una foresta selvaggia, fino a Saint André d’Embrun. Durante la discesa un furioso temporale estivo ha messo a dura prova il povero Claudio che, nonostante la tuta,  è arrivato a valle completamente bagnato.

Bisognava assolutamente trovare un posto dove trascorre la notte e asciugare i vestiti di Claudio e fortunatamente, poco prima di arrivare a Crevoux, da dove parte la pista militare che sale al colle e tunnel del Parpaillon, abbiamo trovato una Gite Rural che, sebbene non ancora aperta, ci ha ospitato per la notte.

Abbiamo chiesto informazioni sulle condizioni della pista militare e i proprietari ci hanno detto che era ancora chiusa ma, visto il ritorno del sereno, nel tardo pomeriggio con Egidio abbiamo deciso di andare in avanscoperta per vedere fino dove si poteva arrivare. Seppur con qualche tratto con parecchio fango siamo riusciti ad arrivare fino a 800 metri dall’imbocco del tunnel quando ad un tornante innevato ci siamo dovuti arrendere.

Ne è valsa assolutamente la pena perché il panorama era fantastico tra distese di Pulsatilla alpina illuminate dal sole al tramonto. Rientrati a valle quando ormai era buio ci siamo concessi una “cena vera” a Crevoux.

# Day 5

Riposare in un letto vero con bagno e acqua calda è stato davvero piacevole prima di affrontare la giornata.

Vista l’impossibilità di attraversare il tunnel del Parpaillon da nord e la mia determinazione a documentare l’intero viaggio, decidiamo di fare l’intero giro della montagna per tentare di raggiungerlo dal versante sud.

Questo comporterà un giorno di viaggio in più. Scendiamo quindi lungo la strada percorsa ieri raggiungendo la valle di Embrun per poi tornare a Guillestre e, ripresa la Grand Route des Alps, risalire verso lo splendido Col de Vars (2115 m) che raggiungiamo nella tarda mattinata.

Scendiamo quindi verso la valle dell’Ubaye e passato il Fort de Tournoux a La Condamine svoltiamo a destra per risalire la valle che porta al Colle del Parpaillon (2783 m). La valle è forse la più selvaggia che abbiamo incontrato e la pista che la risale all’inizio sembra praticabile. Arrivati a quota 2400 le cose si complicano per la neve che occupa in parte la carreggiata e rimaniamo con la macchina incastrata su alcuni grossi massi.

Insieme a Egidio iniziamo a scavare per cercare di passare e grazie all’aiuto di due motociclisti tedeschi in breve risolviamo il problema oltrepassando l’accumulo e arrivando al tunnel per festeggiare con Claudio.

E’ stata una bella avventura e ne è valsa la pena. Durante la discesa esploriamo il fondovalle per poi dirigerci a Jausiers e al campeggio Le Planet dove passiamo la notte.

# Day 6

Il bel tempo ci assiste e dopo una abbondante colazione partiamo per risalire la Route de la Bonette che raggiunge il colle posto a 2802 metri, uno dei valichi stradali più alti d’Europa.

Poco prima di arrivare al colle avevo individuato una pista sterrata che ci avrebbe portato a Saint Dalmas le Selvage ma anche questa risulta impraticabile per neve.

Anche questa volta decidiamo di fare il periplo della montagna e percorrere lo sterrato in senso inverso. Siamo nell’area del Parc National Le Mercantour  e lungo la discesa, passate le rovine del Camp des Fourches, facciano una sosta al Gite de Bousieyas un piacevole rifugio con vista panoramica e da cui abbiamo potuto osservare, grazie a un potente cannocchiale, il luogo di nidificazione di una coppia di gipeti.

Arrivati a fondovalle lasciamo la strada principale per dirigerci verso Saint Dalmas. La valle è spettacolare con distese di rododendri fioriti e, quasi a prenderci in giro, riusciamo ad arrivare fino a poco meno di un chilometro da dove avremmo dovuto imboccarla.

Tornati a valle e giunti a Saint Etienne de Tinée imbocchiamo una nuovo sterrato che attraversando le piste da sci in quota per 24 km ridiscende a Drogon e permette di osservare la Clapière, uno scorrimento con scivolamento di terreno considerato il più voluminoso d’Europa.

Da Drogon proseguiamo per questa lunga tappa giornaliera e arrivati a Saint Sauver riprendiamo la Grand Route des Alps per 56 km fino al famoso Col de Turini (1607 m) da dove imbocchiamo la ex strada militare che porta alle Caserme dell’Authion che raggiungiamo tra la nebbia. Un po’ stanchi proseguiamo fino a Fontan dove ci accampiamo nell’area campeggio comunale.

# Day 7

Dopo la lunga tappa di ieri siamo pronti per questa ultima giornata di viaggio e raggiunta Tenda imbocchiamo lo strettissimo sterrato di 27 km che si inerpica sulle montagne verso il Colle Megiana,  la Baisse d’Ourne, la Baisse de Peyrefique fino a raggiungere le fortificazioni e il Fort Central da cui parte la famosa Via del Sale che da Limone Piemonte arriva al mare.

Le montagne lungo il tragitto sono meno severe di quelle che abbiamo attraversato nei giorni precedenti e nell’aria si sente quasi il profumo del mare e spesso ci fermiamo a contemplare il panorama e scattare fotografie.

Dopo aver visitato le fortificazioni militari del Fort Central abbiamo cercato di imboccare la Via del Sale ma con vero rammarico la abbiamo trovata chiusa. Anche presso il vicino Chalet Le Marmotte ci hanno detto che il transito era assolutamente impossibile per via di alcune grosse frane che avevano spazzato via la strada durante l’alluvione di novembre 2016.

Dopo numerose ipotesi abbiamo deciso di arrivare comunque fino al mare e, con un po’ di rammarico, siamo scesi a Limone Piemonte e poi fino alla pianura facendo un lungo giro attraverso le montagne dell’entroterra  fino a raggiungere Triora e percorrere almeno l’ultimo tratto dell’itinerario previsto.

Arrivati al mare nel tardo pomeriggio, felici abbiamo concluso la nostra avventura con una fantastica cena a base di pesce a San Lorenzo al mare.

Nonostante la preparazione e lo studio degli itinerari, e un inverno 2016-17 caratterizzato da scarse nevicate, devo constatare che abbiamo trovato alcune difficoltà, probabilmente la stagione migliore per questo viaggio è la seconda metà di settembre. In ogni caso mi sono ripromesso di studiare un’alternativa per il rientro, in modo da tornare verso il nord delle alpi con una nuova avventura e sempre percorrendo le mie strade preferite.

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